Se hai un portafoglio di titoli e ti serve liquidità, una banca può prestartela dando i titoli in garanzia. Sembra comodo, e per alcuni lo è. Ma è un debito con una regola che può obbligarti a vendere nel momento peggiore.
Il credit lombard (o prestito lombard) è un finanziamento garantito da un portafoglio di titoli. Dai alla banca in pegno fondi, ETF, azioni o obbligazioni che tieni da lei; la banca ti presta una somma, di solito a tasso variabile, e tu non vendi nulla. I titoli restano tuoi, continuano a dare rendimenti e dividendi e a salire o scendere, ma non puoi venderli liberamente finché il prestito è in piedi.
Esiste in versioni simili anche presso i broker (si parla di margine o di fido con titoli): cambiano le regole e i costi, ma la logica è la stessa.
La banca non presta il 100% del valore dei titoli. Applica un valore di anticipo (in inglese lending value): una percentuale diversa per ogni tipo di titolo. In generale è più alta per i titoli di Stato e per i fondi molto diversificati, più bassa per le azioni singole, per i prodotti concentrati o poco liquidi. Per un portafoglio misto si parla spesso di valori di anticipo tra circa il 50% e il 70%, ma è un ordine di grandezza: la percentuale vera la fissa la banca, titolo per titolo.
Un dettaglio che conta: puoi prendere meno del massimo. Chi prende il massimo ha il margine di sicurezza più stretto.
Il valore dei titoli cambia ogni giorno, il prestito no. Se i titoli scendono, il prestito pesa di più rispetto alla garanzia. Quando supera il valore di anticipo, la banca ti chiede di rimettere in regola: restituire una parte del prestito o aggiungere altra garanzia (e per coprire una cifra con il valore di anticipo del 60% servono titoli per circa 1,7 volte quella cifra). È il margin call. Se non lo fai entro i tempi del contratto, la banca può vendere i titoli, anche con poco preavviso, e le vendite arrivano proprio quando i prezzi sono bassi.
Un esempio con numeri (ipotesi semplici):
| Valore | |
|---|---|
| Portafoglio dato in pegno | 200.000 € |
| Valore di anticipo ipotizzato | 60% (massimo prestabile: 120.000 €) |
| Prestito preso | 100.000 € (la metà del portafoglio) |
| Il portafoglio può scendere fino a | 166.667 € (−16,7%) prima del margin call |
| Se scende del 30% (140.000 €) | il limite diventa 84.000 € (60% di 140.000 €): il prestito lo supera di 16.000 € |
| Per rientrare | restituire 16.000 €, oppure aggiungere titoli in garanzia per circa 26.700 € (16.000 € ÷ 0,60) |
Con un prestito di metà del portafoglio, basta un calo del 17% per far partire la richiesta. Cali del 20-30% nelle azioni non sono rari. E se devi vendere per rimediare, trasformi una perdita sulla carta in una perdita definitiva.
Un'illustrazione con valori ipotetici: il valore di anticipo e il tasso li fissa la tua banca. Non viene salvato né inviato nulla.
Il tasso di un lombard è di solito variabile: un parametro di riferimento (per esempio l'Euribor) più un margine deciso dalla banca, a cui si possono aggiungere costi di istruttoria o di gestione del pegno. Gli interessi si pagano anche quando i mercati scendono.
Se prendi un prestito al 5% su 100.000 €, ogni anno paghi circa 5.000 € di interessi. Per andare in pari, ciò che finanzi deve rendere, al netto di tasse e costi, più del 5%: se usi i soldi per spese che non rendono, il costo è una perdita sicura. Se li usi per investire, il rendimento atteso non è garantito e il debito resta.
Una ragione per cui si parla di lombard è evitare di vendere titoli con una plusvalenza. In Italia le plusvalenze realizzate sono in generale tassate al 26% (12,5% per i titoli di Stato). Se non vendi, non realizzi la plusvalenza, e rimandi l'imposta.
Un esempio: portafoglio da 200.000 €, acquistato per 120.000 €, quindi con 80.000 € di plusvalenza. Per avere 100.000 € di liquidità, vendendo realizzeresti il 40% della plusvalenza (40.000 €) e pagheresti circa 10.400 € di imposta. Con un prestito al 5% paghi 5.000 € di interessi l'anno: in circa due anni il costo degli interessi uguaglia l'imposta che rimandi, e l'imposta, a quel punto, è ancora dovuta quando venderai. Gli interessi, in generale, non si possono dedurre.
È un conto semplificato: dipende da quanto tempo ti serve il denaro, da eventuali minusvalenze e dalla tua situazione fiscale. Per questo va fatto con un commercialista.
È un prestito che una banca ti concede dando in garanzia (in pegno) un portafoglio di titoli, per esempio fondi, ETF, azioni o obbligazioni. Non vendi i titoli: restano tuoi e continuano a muoversi con il mercato, ma sono vincolati finché il prestito non è restituito.
Una percentuale del valore dei titoli, detta valore di anticipo o lending value. Cambia con il tipo di titolo e con la banca: di solito è più alta per i titoli di Stato e per i fondi diversificati, più bassa per le azioni singole e per i prodotti più rischiosi. Non esiste una percentuale unica.
È la richiesta della banca di rimettere in regola la garanzia quando i titoli perdono valore e il prestito supera il limite consentito: devi restituire una parte del prestito o aggiungere altra garanzia. Se non lo fai nei tempi previsti dal contratto, la banca può vendere i titoli.
Può rimandare l'imposta sulle plusvalenze, ma non la cancella, e intanto paghi gli interessi e resti esposto al mercato con un debito. Il conto va fatto caso per caso, con un commercialista.
In generale, per una persona fisica che investe in titoli, gli interessi passivi non si detraggono né si deducono. Verifica la tua situazione con un professionista.
Tecnicamente sì, ed è una forma di leva: amplifica i guadagni e anche le perdite. Con una leva, il margin call può costringerti a vendere nel momento peggiore. Questa guida non lo consiglia: spiega i rischi.
Prima di pensare a un debito garantito dal portafoglio, guarda quanto può scendere un portafoglio come il tuo. Con ETF Lab scegli il calo massimo che sopporteresti e vedi come sarebbero andati nel passato ETF e pesi diversi. La parte base è gratuita.
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Avvertenze. I contenuti di FIREDesk hanno solo scopo educativo e non sono consulenza finanziaria o fiscale né raccomandazioni di investimento. Le cifre sono stime basate sui dati che inserisci e su ipotesi semplificate (importi costanti, valori di anticipo e tassi ipotetici, imposte in forma semplificata): le imposte e le aliquote cambiano con il comune e con la tua situazione, quindi verificale con un commercialista. Un prestito garantito da titoli comporta rischi significativi, compresa la perdita di più del capitale investito e la vendita forzata dei titoli. Le decisioni sono tue. Disclaimer · Privacy